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Automazione della produzione: il ruolo del software di progettazione nel ridurre il ciclo di sviluppo del prodotto

In che modo il software di ingegneria riduce il ciclo di automazione della produzione

Il software di ingegneria riduce il ciclo di sviluppo del prodotto in media del 20-40% se CAD, CAE e PDM funzionano come un unico sistema. Anziché ricorrere al disegno manuale, il team utilizza la modellazione 3D, mentre i calcoli integrati consentono di verificare la resistenza, il riscaldamento o il carico senza dover trasferire il modello in programmi separati. I dati possono inoltre essere trasferiti automaticamente al sistema CAM per la preparazione dei programmi di controllo CNC.

Il ciclo tradizionale “bozzetto – prototipo – test – perfezionamento” può durare da alcune settimane a diversi mesi, a seconda della complessità del prodotto. La maggior parte del tempo viene sprecata nelle modifiche manuali dei disegni, nella ricerca delle versioni aggiornate dei file e nel ripetuto coordinamento delle modifiche. L’automazione della produzione elimina questi ritardi: il modello, i disegni, i calcoli e i dati di produzione vengono aggiornati in un unico ambiente digitale.

Dove si verificano esattamente i ritardi nel ciclo di sviluppo senza automazione

Senza l’automazione della produzione, il ciclo di sviluppo rallenta ad ogni passaggio tra progettista, calcolatore e tecnico di processo. Il disegno 2D manuale complica la modifica rapida della geometria, mentre la mancanza di un unico ambiente digitale costringe a trasferire e verificare ripetutamente i dati. Molto spesso i ritardi si verificano nei seguenti punti:

  • la modifica delle dimensioni o della forma di un componente richiede l’aggiornamento manuale di diversi disegni e specifiche;
  • senza l’integrazione tra CAD e FEA, l’ingegnere deve esportare la geometria, ripulire il modello e ridefinire materiali e carichi;
  • in assenza di un sistema PDM, la ricerca della versione aggiornata di un file può richiedere diverse ore, specialmente in assiemi di grandi dimensioni;
  • il divario tra CAD e CAM costringe il tecnico a convertire manualmente i disegni in un programma di controllo per la macchina utensile.

In un processo produttivo tipico, tali passaggi possono richiedere circa 20-30 ore-uomo per ogni iterazione del prodotto. Ad esempio, 8 ore sono dedicate alla correzione dei disegni, 6 ore alla preparazione del modello per i calcoli, altre 4 ore alla ricerca e al confronto delle versioni e fino a 8 ore all’aggiornamento del programma CNC. Si tratta di un esempio di calcolo, ma illustra bene dove si accumulano le perdite di tempo.

In che modo la modellazione 3D e il CAD/CAE riducono i tempi di sviluppo: meccanismi concreti

I sistemi di ingegneria riducono i tempi di sviluppo grazie all’integrazione tra modello, disegni, calcoli e dati di produzione. La modellazione 3D parametrica consente di modificare la geometria senza dover modificare manualmente ogni singolo documento. I risultati migliori si ottengono grazie a tre meccanismi:

  1. Riorganizzazione parametrica. Se si modifica il diametro dell’albero da 40 a 42 mm, il CAD aggiornerà automaticamente i componenti correlati, l’assieme e i disegni. All’ingegnere basta correggere un solo parametro invece di modificare diversi documenti.
  2. Calcoli FEA/CFD integrati. Su un unico modello CAD è possibile verificare almeno tre parametri: resistenza, trasferimento termico e comportamento del flusso. L’integrazione di Simulation con il CAD elimina la necessità di esportare separatamente la geometria e di preparare nuovamente il modello.
  3. Prototipazione digitale. I test virtuali aiutano a scartare le opzioni non valide prima dell’avvio della produzione. Ad esempio, CERO Design ha ridotto il numero di prototipi fisici del telaio in materiale composito dai consueti 14-15 a due.

Questo approccio non elimina i test fisici di controllo, ma riduce il numero di iterazioni superflue. L’ingegnere verifica più rapidamente il progetto, individua i punti di sovraccarico e apporta modifiche prima dell’acquisto dei materiali. Per l’analisi di sollecitazioni, deformazioni e regimi termici è possibile utilizzare SOLIDWORKS Simulation per le simulazioni ingegneristiche.

Il ruolo del PDM e della gestione dei dati nell’accelerazione del ciclo di sviluppo

Il PDM fa parte automazione della produzione e non è semplicemente un luogo in cui archiviare i file. Il sistema gestisce automaticamente le versioni, pertanto il progettista lavora sempre con il modello aggiornato del componente. I flussi di approvazione sostituiscono le lunghe catene di corrispondenza, mentre la distinta base (BOM) viene generata in modo integrato con il modello 3D e aggiornata in seguito alle modifiche apportate.

Senza il PDM, l’approvazione di una nuova revisione può richiedere dai 5 ai 7 giorni a causa dell’invio dei file, delle firme e della verifica manuale dei documenti. In un processo digitale ben configurato, questa fase può essere ridotta a un solo giorno lavorativo. Le soluzioni Dassault Systèmes per le imprese industriali aiutano a gestire i dati ingegneristici, le modifiche e la struttura del prodotto in un unico ambiente.

Quali aziende traggono il massimo vantaggio dall’automazione grazie al software di ingegneria

I maggiori vantaggi derivanti dal software di ingegneria si riscontrano nelle aziende in cui i progetti subiscono modifiche regolari e i prodotti sono costituiti da un gran numero di componenti. In tali processi, la modellazione parametrica, il PDM e le verifiche digitali riducono le operazioni manuali e semplificano il riutilizzo dei dati. Molto spesso l’automazione produce risultati tangibili nei seguenti casi:

  1. Produzione in serie con modifiche progettuali. La modifica di un singolo parametro aggiorna automaticamente i componenti correlati, l’assieme e i disegni.
  2. Aziende con assiemi di grandi dimensioni. Il PDM aiuta a gestire le versioni, la struttura del prodotto, i diritti di accesso e l’aggiornamento della documentazione.
  3. Produttori di prototipi costosi o complessi. I test digitali consentono di verificare la resistenza, il riscaldamento o il carico prima della realizzazione di un campione fisico.
  4. Aziende con componenti e parti ricorrenti. I modelli e i template già pronti possono essere riutilizzati in nuovi progetti senza doverli creare da zero.

L’effetto è minore nella produzione in piccole serie o in pezzi unici, dove ogni prodotto è unico e non contiene quasi elementi ripetitivi. Tuttavia, anche in questo contesto, il controllo delle versioni e l’archiviazione centralizzata dei dati riducono il rischio di errori. A scegliere il set di strumenti più adatto aiutano le Soluzioni settoriali GEO-MENTOR per l’ingegneria meccanica.

Conclusione

L’automazione della produzione tramite CAD, CAE e PDM riduce il ciclo di sviluppo eliminando il trasferimento manuale dei dati tra i diversi strumenti. La prototipazione digitale consente di verificare il progetto prima della realizzazione del campione, mentre i flussi di lavoro automatizzati accelerano l’approvazione delle modifiche.

Un unico ambiente digitale integra modelli, calcoli, disegni e documentazione di produzione. In questo processo, la modellazione 3D semplifica l’apporto di modifiche, il PDM garantisce l’aggiornamento dei file e il CAE consente di valutare in anticipo il comportamento della struttura.

FAQ

  1. Di quanto il software di ingegneria riduce il ciclo di sviluppo?Del

Secondo studi di settore (Dassault Systèmes, PTC), l’implementazione di CAD/CAE/PDM riduce il ciclo complessivo di sviluppo del 20-40%, a seconda della complessità del prodotto e dell’attuale livello di automazione. L’effetto maggiore si riscontra nelle fasi di modifica e approvazione: i tempi possono ridursi di 3-5 volte. La produzione in piccole serie con componenti unici otterrà un effetto minore rispetto a quella in serie.

  1. È necessario acquistare subito tutti i moduli: CAD, CAE e PDM?

No, l’implementazione può essere suddivisa in fasi. Di solito si inizia con il CAD (modellazione 3D), poi si aggiungono il CAE (simulazione) e il PDM (gestione dei dati) man mano che crescono le esigenze e il team. Questo approccio graduale riduce l’impatto sul budget e consente al team di adattarsi a ciascuno strumento prima di passare a quello successivo.

  1. Quanto tempo richiede l’implementazione di CAD/CAE/PDM?

L’implementazione di base del CAD e la formazione dei progettisti richiedono da 2 a 6 settimane, a seconda del numero di postazioni di lavoro e della complessità dei prodotti tipici. L’integrazione del modulo CAE (simulazione) richiede 1-2 settimane in più. L’implementazione del PDM per la gestione dei dati richiede 4-8 settimane, poiché comporta la configurazione dei diritti di accesso, dei percorsi e il trasferimento dell’archivio esistente.

  1. È possibile utilizzare contemporaneamente i disegni 2D e il CAD 3D?

La transizione può avvenire in modo graduale: i nuovi progetti vengono realizzati in CAD 3D, mentre l’archivio storico dei disegni 2D rimane a disposizione e può essere importato all’occorrenza. SOLIDWORKS supporta i formati DWG/DXF, pertanto è possibile importare i disegni 2D esistenti come base per i modelli 3D senza necessità di ulteriori conversioni.

  1. Come misurare l’effetto dell’automazione dopo l’implementazione del CAD?

Vengono monitorati tre indicatori: il tempo che intercorre tra lo schizzo e il disegno approvato (confronto tra la situazione precedente e quella successiva), il numero di modifiche apportate dopo l’avvio della produzione (difetti dovuti a errori nella documentazione) e il tempo necessario per l’approvazione della documentazione tecnica. Una riduzione di questi indicatori del 30-50% entro 3-6 mesi dall’implementazione è un risultato tipico per la produzione in serie.