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Come avviene l’implementazione di un sistema PLM: 7 fasi dall’audit all’avvio

Che cos’è l’implementazione PLM e quanto tempo richiede?

L’implementazione PLM è un progetto di passaggio da file e cartelle separati a un ambiente gestito per i dati di ingegneria e si sviluppa in 7 fasi consecutive. Per un team di piccole dimensioni, la transizione richiede in genere alcuni mesi, mentre nelle grandi aziende con più sedi può durare fino a un anno o più. A differenza del semplice acquisto di una licenza, il processo comprende l’audit dei processi di ingegneria, la migrazione dei dati, la configurazione di ruoli e diritti di accesso, le integrazioni, la formazione degli utenti e un avvio pilota.

Dimensione dell’aziendaDurata indicativaRischio principale
Team piccoloAlcuni mesiProcessi e regole di gestione dei dati non descritti
Azienda di medie dimensioniDa alcuni mesi a un annoGrande volume di migrazione e integrazioni complesse
Grande azienda con più sediFino a un anno o piùProcessi, standard e strutture dati diversi tra i reparti

Perché i progetti PLM rallentano e come evitarlo

I progetti PLM subiscono ritardi soprattutto non per il sistema in sé, ma per problemi legati a processi, dati e responsabilità all’interno dell’azienda. La maggior parte dei rischi può essere individuata prima dell’inizio dell’implementazione:

  1. Manca un responsabile lato business. Se il progetto è gestito solo dall’IT, i requisiti tecnici possono non riflettere il lavoro reale di progettisti, tecnologi e responsabili. Ad esempio, il sistema può essere configurato correttamente dal punto di vista tecnico, ma il flusso di approvazione dei disegni può risultare scomodo per gli utenti.
  2. Il PLM viene introdotto sopra processi disorganizzati. Se i file sono archiviati in cartelle diverse, i nomi non sono standardizzati e le versioni vengono controllate manualmente, il nuovo sistema non risolverà automaticamente questi problemi. Prima della configurazione servono quindi un audit e una descrizione del flusso di lavoro attuale.
  3. La complessità della migrazione dei dati viene sottovalutata. L’archivio esistente può contenere duplicati, attributi errati e collegamenti mancanti tra parti e assiemi. Se questi dati vengono trasferiti senza verifica, gli errori passeranno semplicemente nel nuovo ambiente PLM.
  4. La formazione viene rimandata a “più tardi”. Gli utenti ricevono un nuovo sistema, ma continuano a lavorare secondo le vecchie abitudini o evitano alcune funzioni. Ad esempio, un progettista può conservare copie locali dei file CAD invece di lavorare nell’ambiente controllato.
  5. Il sistema viene avviato subito in tutto lo stabilimento. Se non è ancora stato testato su scenari reali, i problemi possono coinvolgere contemporaneamente decine o centinaia di utenti. È più sicuro partire con un gruppo pilota, testare i principali workflow e solo dopo estendere la soluzione.

Prima di iniziare, conviene verificare se l’azienda è pronta per un progetto PLM:

  1. È stato nominato un responsabile lato business.
  2. I principali processi di ingegneria sono stati descritti.
  3. Sono stati definiti i dati CAD da migrare.
  4. Sono state verificate la qualità dell’archivio e la struttura dei dati.
  5. È stato formato un gruppo pilota di utenti.
  6. La formazione è stata pianificata prima dell’avvio completo del sistema.

7 fasi dell’implementazione di un sistema PLM

Ogni progetto PLM ha caratteristiche proprie in base alle dimensioni dell’azienda, alla struttura del team e ai processi esistenti. Tuttavia, la sequenza generale dell’implementazione rimane stabile e comprende 7 fasi principali.

Fase 1 – audit dei processi di ingegneria

In questa fase si analizzano dove vengono archiviati i file CAD, come si gestiscono versioni e nomi, come vengono approvati i disegni e dove si verificano perdite. Il risultato è una mappa dei processi “as is” e un elenco dei problemi. Conviene iniziare dalle aree in cui sono già evidenti confusione tra versioni o ritardi nelle approvazioni.

Fase 2 – requisiti e scelta del sistema

La scelta tiene conto del numero di utenti, dei sistemi CAD, degli standard, dell’integrazione con ERP e del modello di distribuzione (cloud, server locale o ibrido). Per un’infrastruttura distribuita viene spesso presa in considerazione una distribuzione cloud su AWS. L’architettura va definita prima dell’acquisto delle licenze, per evitare di dover ricostruire il sistema in seguito.

Fase 3 – progettazione dell’ambiente PLM

In questa fase il processo di implementazione PLM passa a una struttura concreta: vengono definiti struttura del prodotto, ruoli, diritti di accesso, percorsi di approvazione, stati e regole di numerazione. Per creare un ambiente unificato viene spesso utilizzata la piattaforma 3DEXPERIENCE. Il risultato è un documento concettuale concordato (blueprint).

Fase 4 – migrazione dei dati

Prima del trasferimento si eliminano i duplicati, si verificano gli attributi e i collegamenti parte–assieme e si separano i dati attivi dall’archivio. Prima della migrazione principale è consigliabile testare il processo su 1-2 progetti reali.

Fase 5 – configurazione e integrazioni

Vengono configurati workflow, connettori CAD, notifiche, report e integrazione con ERP/MES. All’inizio è meglio ridurre al minimo le personalizzazioni, perché un eccesso di modifiche non standard rende più complessi il supporto e gli aggiornamenti del sistema.

Fase 6 – formazione del team

Progettisti, tecnologi, responsabili e amministratori necessitano di programmi di formazione diversi. La formazione si svolge sui dati reali dell’azienda, così gli utenti imparano subito gli scenari pratici.

Fase 7 – progetto pilota, avvio e supporto

L’implementazione PLM dovrebbe iniziare con un progetto pilota su un gruppo limitato, mantenendo temporaneamente in parallelo il vecchio sistema se necessario. Dopo la verifica dei criteri di passaggio, la soluzione viene estesa ad altri reparti e sedi e viene organizzato il supporto. Un esempio di questo approccio è descritto in dettaglio nel “caso CLAAS: implementazione di 3DEXPERIENCE negli stabilimenti”.

Chi è responsabile di cosa: cliente e integratore

FaseCosa fa l’integratoreCosa prepara il cliente
AuditAnalizza processi e punti criticiFornisce accesso all’archivio e ai dipendenti responsabili
Requisiti e progettazioneDefinisce requisiti, architettura, ruoli e percorsiDefinisce le esigenze aziendali e approva le regole di lavoro
MigrazionePrepara e testa il trasferimento dei datiIndividua i file aggiornati e aiuta a ripulire l’archivio
ConfigurazioneConfigura PLM, connettori CAD e integrazioni ERP/MESFornisce accesso ai sistemi aziendali
Formazione e pilotaForma gli utenti e avvia il progetto pilotaCrea il gruppo pilota e raccoglie feedback
AvvioEstende il sistema e fornisce supportoControlla il passaggio e nomina i responsabili

Senza un responsabile lato business e l’accesso all’archivio, il progetto può rallentare. L’integratore ha bisogno della partecipazione del cliente per descrivere correttamente i processi, preparare i dati e verificare gli scenari di lavoro reali.

Da cosa dipende il costo dell’implementazione PLM

Il costo del progetto è composto da diversi elementi principali. Il budget dipende soprattutto dal volume di lavoro e dalla complessità del sistema futuro:

  • licenze PLM;
  • audit, configurazione e migrazione dei dati;
  • formazione degli utenti;
  • supporto tecnico;
  • numero di integrazioni e processi personalizzati;
  • volume di dati da migrare e numero di sedi.

Più aumentano dati, integrazioni e scenari non standard, maggiore sarà il costo complessivo.

Conclusione

Un progetto PLM si sviluppa in 7 fasi consecutive, dall’audit dei processi al progetto pilota e all’avvio del sistema. Il successo dell’implementazione PLM dipende più dalla qualità della preparazione dei processi e dei dati che dalla scelta del software. Una sequenza di lavoro chiara aiuta a ridurre i rischi e a evitare problemi durante il passaggio.

FAQ

  1. Quanto dura l’implementazione PLM per un team di 20 progettisti?

Alcuni mesi rappresentano un periodo tipico di implementazione per un team di 20 progettisti, se i dati sono ordinati, i processi sono descritti e le integrazioni sono poche. La durata esatta dipende dall’archivio CAD, dai workflow, da ERP/MES e dal modello di distribuzione. Se occorre ripulire un grande volume di dati storici o ridisegnare i flussi di approvazione, il processo di implementazione PLM richiederà più tempo. Il calendario finale viene quindi definito dopo l’audit e il test degli scenari principali.

  1. È possibile implementare il PLM senza fermare i progetti in corso?

Sì, il PLM può essere introdotto senza interrompere completamente il lavoro di ingegneria. Si seleziona prima un gruppo pilota, si verificano gli scenari principali e si organizza un passaggio controllato tra il vecchio e il nuovo ambiente. È importante stabilire in anticipo dove vengono create le nuove versioni e quale fonte dati è considerata aggiornata. Questo riduce il rischio di confusione durante l’implementazione PLM e nella gestione degli ordini in corso.

  1. Cosa succede ai vecchi file CAD dopo il passaggio?

I file non devono necessariamente essere migrati tutti insieme. I progetti attivi vengono ripuliti, si verificano i collegamenti e si migrano nel PLM, mentre i dati non più attuali possono rimanere in un archivio controllato. Prima del trasferimento si verificano revisioni, attributi e dipendenze tra parti e assiemi. Una migrazione di prova su 1-2 progetti aiuta a individuare i problemi prima del trasferimento principale e a verificare le regole di gestione dell’archivio.

  1. Cosa scegliere per il PLM: cloud o server locale?

La distribuzione cloud semplifica l’accesso per i team distribuiti, riduce la necessità di un’infrastruttura server interna e facilita la scalabilità delle risorse. Un server locale offre all’azienda un maggiore controllo sull’infrastruttura, sulla collocazione dei dati e sulle regole interne di accesso. La scelta tra cloud e server locale dipende dalla politica IT dell’azienda, dai requisiti di sicurezza, dal numero di utenti, dall’infrastruttura esistente e dalle integrazioni necessarie con ERP, MES e altri sistemi aziendali.

  1. In che cosa un integratore PLM differisce da un fornitore di licenze?

Un integratore accompagna l’intero passaggio: analizza i processi, progetta l’ambiente, configura ruoli e workflow, pianifica la migrazione, crea integrazioni, forma il team e supporta il progetto pilota. Un fornitore di licenze può limitarsi a fornire il diritto d’uso del software. Poiché l’implementazione PLM cambia il lavoro quotidiano con i dati di ingegneria, l’azienda ha bisogno non solo del prodotto, ma anche di un piano coordinato di avvio e supporto successivo fornito dall’integratore.